Rapporto tra tecnologie ed educazione secondo Lowick

tecnologie ed educazione

Che rapporto esiste tra tecnologie ed educazione? E’ importante sottolineare come alla base delle nuove tecnologie troviamo le diverse teorie che nei diversi anni si sono susseguite, lo stesso Lowick sottolinea l’importanza delle principali teorie: comportamentista, cognitivista, costruttivista e socio-costruttivista e di come queste hanno avuto un notevole impatto nelle nuove tecnologie. Egli evidenzia questo rapporto poiché l’influenza è stata di notevole importanza.

Innanzitutto occorre fare una distinzione tra teorie dell’apprendimento e tecnologie, poiché le prime mirano semplicemente alla conoscenza, in questo modo intendiamo le modalità attraverso le quali le persone apprendono, mentre riguardo alle tecnologie si tratta di come creare qualcosa, come sapere fare qualcosa. Ma ciò che è davvero importante è il fatto che le teorie dell’apprendimento sono insite nella tecnologia e non sono affatto separate.

A tal proposito possiamo parlare di un’evoluzione negli approcci di apprendimento, la fase successiva alla seconda guerra mondiale è stata dominata dalla teoria dell’apprendimento comportamentista (Lowyck, 1992).

Compiti umani complessi venivano scomposti in una serie di comportamenti esterni e osservabili. L’apprendimento era una vista come una connessione tra stimoli ambientali sottoposti a controllo e reazioni. Le attività di apprendimento consistevano in insiemi fissi e prevedibili di comportamenti esecutivi. Sia l’insegnamento che la formazione erano fortemente programmati in termini di obiettivi comportamentali, interventi e feedback esterni. L’istruzione era essenzialmente un’attività di controllo e indirizzo, che orientava il discente verso determinate conoscenze e abilità.

La teoria comportamentista stimolo-reazione viene implementata nell’Istruzione programmata e nell’Istruzione assistita da computer, sono proprio questi gli ambienti dove teoria comportamentista e tecnologia si incontrano. La teoria comportamentista afferma che non è possibile agire su comportamenti complessi, ma bisogna partire da quelli semplici, solo in questo modo si ottiene una complessità per il discente. Quindi se si ha un problema complesso bisogna scomporlo in modo da ottenere compiti semplici, questi si uniscono solo successivamente ad un livello di compiti complessi. Per i comportamenti esiste una sorta di presentazione logica del contenuto, questo è un aspetto osservabile nell’istruzione programmata e negli ambienti didattici assistiti da computer. Qui il feedback è importante, attraverso questo si capisce se il comportamento messo in atto è giusto o meno, se non si riceve conferma allo stimolo allora non si è premiati.

Si tratta di un approccio strettamente programmato, poiché si ha un elevato livello di controllo sui comportamenti delle persone che devono essere istruite o formate in modo tale da sapere quali saranno i risultati finali.

Dagli anni Settanta in poi viene adottato un approccio diverso di concepire l’apprendimento, nell’approccio comportamentista non si tiene conto del comportamento complesso, la teoria cognitivista apre la “scatola nera” della mente, vi sono molte operazioni che dall’esterno non è possibile vedere, questa è l’allocazione di importanti attività menali e in questa teoria si da molto importanza alla struttura della mente, in modo tale da capire come le persone elaborano le informazioni o trasformano le informazioni in conoscenza. Le attività di apprendimento costituiscono ora un complesso insieme di elaborazione dell’informazione, soluzione dei problemi e trasferimento di conoscenze e abilità.

Che rapporto esiste tra tecnologie ed educazione? L’apprendimento in sé è un processo attivo, costruttivo, situazionale e orientato verso degli obiettivi (Shuell, 1988). Questo processo non avviene automaticamente, ma presuppone un’attività mentale intensa e richiede al discente di costruire il significato. Lo studente diventa l’architetto della propria conoscenza individuale, di conseguenza si assiste a un passaggio dal concetto di istruzione e formazione a quello di sostegno all’apprendimento. Si ha un ambiente aperto, attivo ed interattivo, con una quantità di informazione ricca e flessibile ed ampio margine di manovra per il discente.

Se consideriamo le teorie cognitive, tecnologie ed educazione, possiamo dire che il campo della tecnologia educativa contiene micro-mondi, ovvero ambienti semplificati basati sul computer o su un altro strumento dove comunque i discenti possono esplorare o manipolare la logica o le regole dei micro-mondi. In tal senso possiamo usare Logo che attiva molte attività cognitive, questo è uno strumento usato per i processi di apprendimento ad alto livello. Lo stesso vale per i giochi, per le simulazioni. In quest’ultima il soggetto è in grado di attivare processi cognitivi specifici, prendere decisioni, etc…

La teoria costruttivista: il costruttivismo implica che siamo noi a costruire il significato, questo viene creato d noi discenti, è una conseguenza dell’apprendimento. L’apprendimento possiede alcune caratteristiche, come:

  • è pieno di significati
  • è attivo, poiché bisogna fare qualcosa
  • è costruttivo, cioè è possibile costruire il significato
  • è cumulativo, bisogna utilizzare l’apprendimento pregresso per l’apprendimento successivo
  • è collaborativo, è possibile lavorare con altre persone
  • dipende dal contesto, non esiste un apprendimento slegato dall’ambiente di apprendimento, l’apprendimento si trova sempre in un contesto e quasi sempre è orientato verso un obiettivo.

La teoria socio-costruttivista unita alle tecnologie ed educazione ci fa capire che ci sono alcuni aspetti della socializzazione che rientrano nel costruttivismo sociale. Sappiamo bene che l’attività umana è condizionata da altre persone, da artefatti, l’attività umana non è isolata. Il contesto socio-culturale in cui viviamo ha a che fare con la co-costruzione del sapere, noi non costruiamo il sapere da soli, bensì insieme ad un gruppo di persone. Gli ambienti basati sulla tecnologia stimolano questa co-costruzione del sapere e in questo caso troviamo le comunità di apprendimento o di pratica.

  • L’apprendimento collaborativo è supportato dal computer, si tratta di uno strumento sviluppato per scopi educativi e aiuta le persone a supportare l’apprendimento collaborativo.

Anche i social media (reti sociali) sono strumenti tecnologici che ci aiutano a realizzare un apprendimento di tipo socio-costruttivista. La co-costruzione della conoscenza è un lavoro difficile, è un lavoro sistematico bisogna tenere conto delle capacità, competenze e conoscenze delle persone.