Risveglio spirituale o depressione?

Risveglio spirituale o depressione

Risveglio spirituale o depressione? Questo è il dilemma!
Iniziamo a dire che la “depressione” e lo sconforto ci hanno fatto visita quando per curiosità abbiamo cliccato su Google i risultati in prima pagina alla voce: “risveglio spirituale”. In ogni pagina “new age” da “super figlio de’ fiori” aperta si descrive quanto è bello, che felicità, che emozione risvegliarsi. Fai come noi amico da casa. Yuppyyy…
E’ chiaro che chi ha scritto quegli articoli o è il nuovo Gesù (beato lui?) oppure non ha varcato quella soglia. Anzi, forse se ne tiene ben distante scimmiottando qualche testo commerciale tipo: “risveglio facile in 10 mosse scapperandosi il naso“, oppure “come risvegliarsi in 7 giorni grattandosi la pancia con la mano sinistra“.
Il percorso per risvegliarsi è duro, difficile, non privo di ostacoli e di peripezie. E’ maledettamente solitario e soprattutto non è bello per niente all’inizio! E’ una vera schifezza. Ma il bello è proprio li. Il bello si traveste di brutto per selezionare chi è degno di intraprendere il viaggio dell’eroe, da chi non lo è.

Ma procediamo con ordine sul profilo psicologico di chi ha ottenuto l’illuminazione del risveglio. Solo il sapiente, il saggio, mette in dubbio ogni cosa perché sa che il mondo è duale e la verità e sola un’effimera illusione di maschere mitologiche che si alternano. Energie che vengono evocate e che modellano l’ambiente multidimensionale.
Si dice che il vero risvegliato non veda più fuori di sé ma guardi se stesso. Sa che il mondo è una rappresentazione dell’espressione del suo sé più profondo, più intimo.
Nella maggior parte dei casi invece il “diversamente risvegliato” diventa inizialmente una sorta di “complottista--reattivo” oppure diviene affetto da “sindrome da stress post traumatico da risveglio spirituale” o, come affermano gli psicologi omologati di oggi, da “sindrome del complottista“, come primo inevitabile passaggio sequenziale del processo in atto. Perché?

Babbo Natale non esiste?

Ci ricordiamo quando ci hanno detto che Babbo Natale non esisteva? La prima reazione inconscia di alcuni è stata: non è vero!
Il cervello è andato in dissonanza cognitiva! Ovvio!
Altri bambini più svegli avevano già capito la mistificazione e stavano al gioco.
E’ meglio credere all’esistenza di un munifico barbuto elargitore di doni oppure no? I doni piacciono ai bambini soprattutto se costano solo qualche piccola buona azione.
Successivamente la frustrazione ha iniziato a farsi strada verso chi, per anni, ci ha fatto scrivere una inutile letterina solo per compiacersi di leggere le nostre buone intenzioni ai parenti e agli amici. Alcuni psicologi, che hanno il “vizietto” di parlare invece di ascoltare e basta, affermano che si stratta di un atto egoico mascherato da bieco buonismo, chissà, sarà così?
Una delle prime regole per crescere bambini felici è: non dire bugie ai bambini!
I bambini apprendono per imitazione di modelli. Perciò ogni bugia detta diventa un boomerang cognitivo che partorisce in futuro rabbia, frustrazione, scetticismo verso l’autorità, ribellione, egoismo.
Sono meccanismi difensivo-reattivi che il cervello adopera per contrastare l’input della menzogna.
La metafora di Babbo Natale ci ha chiarito come un atto fatto a fin di bene, se non si conoscono le leggi eteree dei piani sottili, diventa un atto egoico legato, non al risveglio ma, alla svalutazione dei “miti” e alla loro mistificazione in beni materiali in cambio di accondiscendenza e benevolenza a pagamento. Si aprono dei portali, in modo inconscio, che fanno entrare “demoni” psicologici che si manifesteranno in età adulta.
Mai associare ad un bambino il nesso causale “se fai il bravo hai il premio”. Il nesso dovrebbe essere invece “quando raggiungi un risultato personale o di gruppo con impegno e lo mantieni con disciplina allora bisogna festeggiare con un premio”.


Una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare“.

V per Vendetta


L’intenzione è una azione di pura energia che attiva e richiama i piani sottili. E’ l’intenzione che caratterizza l’energia evocata sul piano eterico.
L’allegoria di Babbo Natale era un gioco che ci ha mostrato il valore della menzogna e della mistificazione.
Che incastro possiamo fare col senso del titolo dell’articolo risveglio spirituale o depressione? Normalmente, il primo passo che compie un soggetto esposto spesso alla menzogna familiare (condita pure da gelosie, senso di possesso, competizione tra coniugi e parenti) e quella sociale, è quello dell’avversione al sistema e verso tutto ciò cui credeva prima fosse “vero”.
Una ribellione che in alcuni casi può attivare il viaggio dell’eroe di cui abbiamo ampiamente trattato.
Quindi non c’è da meravigliarsi che un risvegliato di “primo pelo” che abbia vissuto e partecipato alla giostra arimanico-duale--luciferina e del mondo fenomenico materialista per anni, possa passare successivamente alla fase da “sindrome del complotto” contro il sistema dello status quo.
Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. La terza legge della dinamica si applica anche in questo contesto.

Quali sono le fasi a cui viene sottoposto un “eroe” che vuole risvegliarsi?

Le fasi psicologiche sono le stesse di chi ha avuto una notizia di un male terminale (fino al punto 5). Ebbene si.
Il vero risveglio spirituale è un “bene” incurabile! Non si torna più indietro. Quindi fino a che si è in tempo è meglio lasciar perdere. Uomo avvisato…
Le fasi sotto-elencate sono sequenziali ma NON necessariamente lineari. Che significa? Che se siamo arrivati alla fase 6 possiamo anche ritornare di colpo alla fase 1 o 2 per un lungo periodo di tempo. Ogni punto raggiunto ci apre una porta. Sta a noi, con disciplina, non compiere salti che ci riportino indietro per troppo tempo vanificandone gli sforzi fatti.

  1. Fase della negazione o del rifiuto: è quella di cui prima abbiamo parlato sopra. Si inizia a negare l’evidenza del mondo duale e dicotomico nel quale abbiamo vissuto fino a quel momento. Ma ormai la crepa si è aperta un varco nel nostro inconscio. Lo stillicidio della verità inizia ad aprire varchi nella coscienza.
  2. Fase della rabbia e dello stupore: incominciano a manifestarsi emozioni forti quali rabbia, angoscia e paura, che detonano in tutte le direzioni, investendo i familiari, i colleghi, gli amici… Dio. Una tipica domanda è “Perché proprio a me?”.
    È una fase molto delicata dell’iter psicologico e relazionale del risvegliato. Rappresenta un momento critico che può essere sia il momento di massima richiesta di aiuto, ma anche il momento del rifiuto, della chiusura e del ritiro in sé. In questa fase iniziano a fare visita e a bussare alla porta i demoni tenuti nascosti sotto il tappeto per anni.
  3. Fase della contrattazione o del patteggiamento: la persona comincia a verificare cosa può fare con le nuove conoscenze e in quali progetti può investire nel futuro cominciando una specie di negoziato con se stessa.
    La persona cerca un mentore, un esperto, un risvegliato o un maestro a cui fare riferimento in questa delicata fase dove tutto è confuso e ogni cosa sembra avere un senso orribile.
  4. Fase della depressione: il soggetto comincia a prendere consapevolezza delle perdite che sta subendo o sta per subire. Non riesce più a frequentare i “dormienti”. Questa fase viene distinta in due tipi di depressione: una reattiva e una preparatoria. Qui inizia la “lotta” duale dello stato di risveglio spirituale o depressione. La depressione reattiva è conseguente alla presa di coscienza di quanti aspetti della propria identità, della propria immagine, del proprio potere decisionale e delle proprie relazioni sociali, andate perse.
    La depressione preparatoria ha un aspetto anticipatorio rispetto alle perdite che si stanno per subire. In questa fase del risveglio la persona non può più negare la sua condizione, e incomincia a prendere coscienza che la ribellione non è possibile, per cui la negazione e la rabbia vengono sostituite da un forte senso di sconfitta.
  5. Fase dell’accettazione: quando il risvegliato ha avuto modo di elaborare quanto sta succedendo intorno a lui, arriva a un’accettazione della propria condizione e a una consapevolezza di quanto è accaduto; durante questa fase possono sempre e comunque essere presenti livelli di rabbia e depressione, che però sono di intensità moderata. In questa fase il risvegliato tende a essere silenzioso e a raccogliersi. In questa fase potrebbero arrivare mentori, maestri o iniziati che aprono la strada al risvegliato.
  6. Fase della lotta contro i demoni: in questa fase i demoni si affrontano diversamente. Vengono acquisiti nuovi “superpoteri“. Si è appreso che il mondo al di fuori di noi è generato da noi ma non si riesce a gestirlo bene. Si ricade spesso in errori del passato ma questa volta si ha piena coscienza di quello che accade nel bene e nel male. Si vince e spesso si perde ma si comprende e si cresce sempre di più.
  7. Fase del gioco e dello stupore: la vita assume un aspetto stranamente giocoso, di sfida in chiave positiva. Un immenso videogame o teatro marziale dove siamo immersi ogni giorno fatto di draghi, streghe, giullari, demoni, Jedi, maghi, forze, portali ed energie… Si iniziano a vedere le potenti lotte tra forze eteriche che si alternano, che danzano e ci accompagnano nella nostra vita.
  8. Fase del vero risveglio: non possiamo descrivere questa fase. Non è bello spoilerare il finale di una trama tanto avvincente. Qui la battaglia cessa di esistere. Non ci sono più resistenze da abbattere. Mura da difendere ma solo energie in moto da osservare e gestire. La depressione cessa di esistere. Si diventa liberi dalla reattività meccanica. Si sceglie finalmente cosa fare e cosa rimandare. Si agisce meno per necessità ed urgenzae più per priorità. Possiamo dire che amor omnia vincit. A buon intenditor…

Tornando a noi, dove ci troviamo? Risveglio spirituale o depressione oppure complottismo-reattivo? Purtroppo non molte persone sono state cresciute da genitori risvegliati spiritualmente (uno o entrambi) che li hanno iniziati alla visione antroposofica del mondo. Quindi le fasi descritte sopra sono ahimè fasi necessarie che la psiche, il corpo e l’anima possono attraversare necessariamente purificando lo spirito.
L’importante è cercare di approfondire mantenendo la calma, altrimenti si altera l’equilibrio omeostatico del corpo e si fa il gioco del sistema che ci vuole deboli e separati gli uni dagli altri per compiere il proprio fine arimanico.
Risveglio spirituale o depressione…ne vale la pena?
Si, certamente, non vorremmo forse essere tutti eroi protagonisti nel nostro romanzo della vita?

Spero di non aver urtato la suscettibilità di nessuno. Purtroppo le fasi elencate sono necessarie. Il processo di “Cristificazione” è la via per il vero risveglio. Ogni tappa non andrebbe ostacolata ma assaporata, osservata e compresa senza mettersi di traverso ma accettandola. Spero di aver fatto cosa gradita nel postare questa riflessione. Se ho causato dolore chiedo scusa ma il dolore è la via per la serenità e consapevolezza. Purtroppo da li si deve passare se non si è nati da esseri umani risvegliati…

Molti si chiedono chi sia il migliore psicologo o il migliore psicoterapeuta in questi casi. La risposta è: il migliore psicologo o il migliore psicoterapeuta di se stessi è proprio lì davanti allo specchio.
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