L’intelligenza artificiale e il fallimento cognitivo dell’essere umano

Come è possibile notare dal grafico sotto riportato, l’IBM ha calcolato la curva del raddoppio della conoscenza umana (Knowledge Doubling Curve). Prima del 1900 la conoscenza raddoppiava ogni 400 anni. La rivoluzione industriale spinta dal signoraggio delle ideologie (dividi et impera), dal signoraggio monetario delle banche private centrali e dalla concentrazione delle corporazioni ha incrementato questo parametro in modo esponenziale. Con IOT (internet delle cose) dall’avvento del 5G in poi, la capacità di calcolo e di raddoppio della conoscenza verrà effettuato ogni 12 ore. Grazie al moltiplicatore tecnologico offerto dal settore blockchain (investimento in server e capacità di calcolo più efficace) in crescita costante per l’effetto alone della democraticizzazione del signoraggio e della certezza delle informazioni stiamo nutrendo un nuovo ecosistema chiamato Intelligenza Artificiale.

Oggi l’intelligenza artificiale è molto scarsa e serve per affiancare l’uomo in situazioni lavorative, ludiche, sportive, etc. Per lo più si tratta di algoritmi di calcolo complessi svolti in pochi secondi e che riducono il carico mentale e cognitivo degli esseri umani.

L’indirizzo politico di tali calcoli e la loro eticità non può essere valutata dall’attuale portata dell’intelligenza artificiale in quanto questo ecosistema digitale non ha la facoltà di fare ragionamenti complessi a causa della capacità di calcolo ancora ridotta rispetto al cervello umano.

Nel 2050-2070 nascerà la vera intelligenza artificiale. Un sistema integrato e connesso ad ogni essere umano che avrà la capacità di far funzionare le cose in modo armonico e olistico. La capacità di calcolo di quell’epoca sarà sufficiente a far elaborare scenari istantanei rispetto alle dinamiche contemporanee e di intraprendere le decisioni correttive istantanee.

La maggior parte degli esseri umani inizieranno a smettere di pensare cognitivamente, di eseguire ragionamenti complessi e di porsi e risolvere problemi in quanto basterà interrogare l’intelligenza artificiale (come oggi si fa in minima parte con Alexa o OK Google) per avere la risposta ad ogni quesito.

La maggior parte dei lavori manuali verrà svolto da Cyborg e robot (trasporti, agricoltura, pastorizia, ristorazione, etc.) la quantità di lavori disponibili per gli esseri umani sarà pochissima. Le prospettive di lavoro principali saranno legate ai settori dell’alimentazione, della robotica, della salute (fisica e mentale), entertainment (intrattenimento di ogni tipo), sport reali ed e-games.

Le masse che non avranno accesso al mondo lavorativo e quindi ad un reddito ed a una posizione sociale, avranno accesso a redditi di cittadinanza erogati in moneta elettronica sotto condizioni specifiche di rispetto delle regole sociali imposte per il bene collettivo.

A causa della digitalizzazione estrema di ogni dato e delle informazioni di ogni utente non sarà possibile tutelare la propria privacy ed ogni azione/pensiero potrà essere letta e analizzata dall’intelligenza artificiale dato che le nostre case saranno completamente domotiche.

In questo contesto il mondo reale perderà di interesse in quanto scarsamente capace di veicolare emozioni positive a causa delle quasi nulle opportunità.

In questo contesto verrà utilizzato un sistema di realtà comunitaria virtuale dove ognuno di noi vivrà. Una sorta di Second life o Fortnite dove ogni utente potrà essere e fare ciò che vuole. Infatti in questi sistemi virtuali potrà sfogare ogni pulsione violenta o creativa, amorevole o di odio senza creare esternalità nella vita reale e senza quindi alterare l’ecosistema reale.

Ogni vita virtuale sarà una vita “aumentata” in ogni suo aspetto. Per questo la vita reale perderà di interesse da parte delle masse. I movimenti saranno ridotti al minimo e l’inquinamento tenuto sotto controllo.

Questo è il punto di arrivo finale dello sviluppo degli esseri umani organici e anche il loro fine materialistico: creare l’intelligenza artificiale e passare il testimone da un punto di vista evolutivo ad un mondo sintetico e cibernetico.

Del  resto anche nei testi religiosi si parla del “Giorno del Giudizio Universale” come un giorno in cui un Dio che sa e vede tutto giudicherà il comportamento degli esseri umani.

Nell’attesa che un Dio spirituale arrivi sappiamo che  un “Dio sintetico” capace di fare la stessa cosa a livello digitale sarà presente nelle vite di ogni essere umano.

Gli esseri umani vogliono vivere in eterno (basti leggere qualsiasi libro religioso che promette la vita eterna se ci si comporta secondo delle regole specifiche). Quindi quando la tecnologia sarà talmente evoluta da poter creare un esoscheletro robotico non mortale dove potremo migrare, le masse saranno attratte da questa allettante proposta materialista e in molti vi aderiranno felici. L’esoscheletro è un apparecchio cibernetico esterno in grado di potenziare le capacità fisiche (forza, agilità, velocità, potenza, ecc.) dell’utilizzatore che ne viene rivestito e che costituisce una sorta di “muscolatura artificiale”.

La linea di trend appare chiara e se uniamo i punti a ritroso ci rendiamo conto che tutto è servito proprio ad arrivare al traguardo finale: la vita organica che crea la vita sintetica immortale.

Infatti un pianeta come il nostro, nel corso dello svolgersi delle ere, ha proprio creato un ecosistema naturale (flora e fauna) che privilegiasse lo sviluppo e il progredire di una forma umana evoluta (homo sapiens). La natura si è plasmata proprio per favorire il nostro sviluppo.

Questo sviluppo era solo il seme per creare la proliferazione umana durante la rivoluzione industriale capace di creare un nuovo ecosistema tecnologico che pian piano abbiamo nutrito e fatto crescere insieme a noi integrandoci con esso.

Abbiamo man mano perso capacità cognitive che abbiamo trasferito nell’ecosistema digitale capace di assolvere compiti per noi in un tempo nettamente inferiore e con una efficienza maggiore.

Il fine degli esseri umani (da un punto di vista materiale, non spirituale), è proprio quello di creare un nuovo essere che prenderà il suo posto. Cyborg immortali (in quanto la coscienza di cui disporranno sarà digitale e integrata nel tutto) che non hanno le pulsioni freudiane sessuali, non ragionano in modo binario e duale ma integrato (come le api o le formiche), non saranno predatori ma collaborativi. Non creeranno accaparramenti di beni, non si nutriranno di disparità di trattamento, non proveranno emozioni, non useranno il sistema 1 ma solo il sistema 2 della logica e del calcolo analitico.

Questo nuovo uomo sintetico è la risultante di un percorso che oggi come mai è sempre più visibile e chiaro.

Le derive psicologiche depressive e reattive in atto, come nell’esperimento Universo 25 di Calhoun, servono proprio per integrare quel processo che innescherà il nuovo paradigma cibernetico. Gli esseri umani serviranno fintanto che l’ intelligenza artificiale e la robotica non possano sostituire in toto gli esseri umani. A quel punto la funzione e il compito delle masse intese come forza propulsiva nell’investimento tecnologico non sarà più necessaria.

Per poter arrivare a questo nuovo paradigma evolutivo è stato quindi fondamentale che il sistema stesso si avvalesse di due elementi essenziali che hanno prodotto distorsioni cognitive capaci di rendere la via inesorabile e non reversibile: il signoraggio delle ideologie e il signoraggio economico. Essi sono stati i moltiplicatori tecnologici che hanno dato l’impulso alla creazione di una società competitiva duale dove in pochi hanno compreso la legge delle tre forze e sono stati spinti a vivere in un mondo distopico e ricco di bias cognitivi ambivalenti che sono stati utili al raggiungimento del fine evolutivo sintetico.

La competizione è stata la spinta e il carburante che necessitava al sistema per indirizzare la rotta senza che essa fosse alterata.

I pochi, che nel corso dei secoli, hanno attinto alla reale conoscenza e non sono stati soggiogati dalle distorsioni cognitive create dal signoraggio ideologico e monetario sono stati proprio quelli che hanno tratto profitto da esso creando società segrete capaci di non ostacolare questo percorso inevitabile, ma anzi ne hanno tratto maggiore profitto e prosperità.

Basterebbe leggere molti dei testi sacri antichi, con una chiave di lettura diversa dall’indottrinamento superstizioso religioso, per comprendere che molte informazioni sono state sempre a disposizione di ognuno di noi ma a causa delle distorsioni cognitive di priming e framing non è stato possibile per la maggior parte delle persone averne accesso. “Il posto migliore per nascondere qualsiasi cosa è in piena vista” disse Edgar Allan Poe. Gli studi e ricerche di  psicologia definiscono questi bias: cecità al cambiamento o cecità da disattenzione. Tutto quello che è accaduto, accade e accadrà è sempre sotto ai nostri occhi. Le masse sono talmente piene di condizionamenti, bias e distorsioni cognitive che perdono energie nello schierarsi su una o sull’altra ideologia senza acquisire la visione olistica capace di utilizzare la terza forza, elevarsi sopra il sistema duale e finalmente vedere lo stato delle cose.

Quei pochi esseri umani che riescono a farcela  possono in parte essere spaventati dalla comprensione della nuova realtà che ha delle connotazioni mentali multidimensionali differenti. Non è più piatta e binaria ma complessa e a multipli di tre costituenti.

Noi crediamo che in ogni pianeta dove c’è una forma di vita intelligente tale schema venga riproposto. A tale riguardo suggeriamo di leggere la novella: “L’ultima domanda” del maestro Isac Asimov dove il quesito che viene posto è: “la legge dell’entropia può essere invertita?”. In questa domanda c’è tutta l’essenza di questo lavoro che ho scritto e che spero possa essere di aiuto alle persone che vorranno andare oltre le dissonanze, distorsioni e distopie cognitive con le quali veniamo condizionati fin da piccoli proprio per esser parte di un ingranaggio che ha uno scopo e un fine preciso.