il “Flow” l’esperienza di flusso

flow esperienza di flusso

Uno dei risultati più interessanti della Psicologia Positiva è l’attenzione per l’esperienza ottimale, chiamata anche “Flow” o esperienza di flusso, considerata come uno dei principali elementi per una vita appagante (engaged life) e pregna di significato (meaningful life). Nel Flow l’azione del soggetto procede liberamente e in modo armonico con il contesto circostante, favorendo un livello di totale assorbimento nell’attività praticata.

Parlare di Flow significa dunque riferirsi a una sensazione olistica, caratterizzata da un’improvvisa espansione dei confini del sé, da una destrutturazione dell’esperienza temporale e da un significativo incremento della percezione di controllo nei confronti dell’attività stessa. L’esperienza di flusso si ha quando mente, corpo e anima sono allineate nel senso che la nostra identità combacia col nostro desiderio volitivo e non è presente senso di colpa.
Per Flow intendiamo la condizione positiva e complessa di equilibrio fra componenti emotive, cognitive e motivazionali. Quindi l’esperienza ottimale o Flow è uno dei principali elementi per una vita appagante e piena di significato.

L’esperienza di flusso è connessa al nostro livello di intenzione. Csíkszentmihályi definisce intenzione l’atto di concentrare la nostra attenzione in un’azione o su un obiettivo. 

Il modello di fluttuazione dell’esperienza di Csíkszentmihályi (e altri) individua l’esperienza di Flow quando abbiamo un bilanciamento positivo tra alte skill, alte risorse percepite dagli individui che combaciano con alte challenges, alte sfide.

Caratteristiche dello stato di Flow:

  • Equilibrio tra sfida e risorsa, Per parlare di esperienza ottimale il livello di sfida deve essere elevata e ci deve essere un bilanciamento tra sfide, risorse e competenze. In questo caso si attiva il processo motivazionale di fiducia in se stessi. Altrimenti se ci si pongono obiettivi troppo facili o impossibili si entra nel loop di sfiducia e quindi della depressione.
  • Stato emotivo positivo: lo stato emotivo vissuto dai soggetti in questa situazione è con un’attivazione piacevole.
  • Elevata concentrazione sul compito: quindi la fluidità, la naturalezza dell’azione richiedono comunque molte energie nel soggetto e molta disciplina. Richiedono un impegno assoluto, concentrazione ed attenzione massima al compito che si sta svolgendo restando immuni alla maggior parte delle distrazioni,

Per favorire il Flow è importante avere:

  • Chiari obiettivi e immediati feedback: obiettivi chiari che permettono l’immersione e la concentrazione sul compito sostenuti da immediati feedback, cioè quei feedback che l’ambiente continuamente mi rimanda e che mi permettono di monitorare l’azione che sto svolgendo e di verificare che sto funzionando al meglio.
  • Motivazione intrinseca che porta ad un’esperienza autotelica: cioè l’autentica motivazione interna, intrinseca fa sì che la persona provi piacere, si diverta nell’attività che sta svolgendo e quindi sia appagata nell’esperienza che sta vivendo.
  • Senso di controllo: controllare bene la situazione, avere il controllo della situazione anche se a volte vediamo questo controllo come un controllo inconsapevole.
  • Perdita di autoconsapevolezza è dovuta al fatto che la fluidità della coscienza può essere talmente intensa da determinare una scomparsa del controllo consapevole, lasciando libero sfogo a processi di tipo spontaneo.
  • Distorsione del senso del tempo: per cui il tempo è particolarmente dilatato o accorciato, quindi sono talmente assorbito dall’esperienza che non sono in grado di dire quanto tempo è passato, pochi minuti o qualche ora.

Csikszentmihalyi dice che le tecnologie diventano di successo, almeno in parte, grazie alla loro possibilità di fornire delle esperienze ottimali, delle esperienze di flow, e quindi di motivare le persone ad utilizzarle ed ha ipotizzato l’esistenza di un tipo di personalità autotelica, caratterizzata dalla tendenza a “godersi la vita”, ovvero a fare le cose per se stesse, e da alcune capacità metacognitive, quali ad esempio la curiosità e la disposizione a prestare attenzione a ciò che accade nell’immediato, che portano a ricercare e cogliere le occasioni intrinsecamente appaganti.

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